Archivio quotidiano

 

Nell' ”epoca della riproducibilità tecnica”, e soprattutto digitale, le immagini si sono moltiplicate a dismisura e hanno assunto un nuovo e più complesso valore. L'oggetto fotografico deve essere considerato in una dimensione testuale globale, relativa al tempo e allo spazio di produzione nonché all'insieme delle altre immagini esistenti.

L’inversione prospettica fa dell’essere umano un’entità smarrita che, priva di organicità e capacità empatica, ha bisogno di guardarsi da fuori per vedere quello che gli resta dentro.

Attrazione e repulsione diventano aspetti di un mondo che cambia rapidamente, in cui la luce costruisce, scalda o gela, senza voler suggerire facili letture nichiliste

Natura e cultura interagiscono ponendo domande implicite e infondendo nell'osservatore al tempo stesso dubbi sull'evidenza delle cose per come le vediamo tutti i giorni. 

Ogni opera è realizzata a partire da un'immagine base, scattata personalmente o presa in prestito da materiale libero da copyright presente in rete, a cui si aggiungono altre parti di fotografie, definite "annessi". La combinazione di proporzioni e prospettive diverse, così come l’armonizzazione della luce o l’accostamento di volumi e ombre nati in contesti autonomi costituiscono i momenti principali di una grammatica su cui ho intrapreso una ricerca personale, destinata a proseguire nel futuro.

L'insolito, la sorpresa, il mistero, sono solo altri degli elementi che sono messi qui in gioco, nella speranza che le immagini che selezioniamo e sedimentiamo nella nostra mente ogni giorno, contribuiscano a sovvertire il nostro personale archivio quotidiano.