out of square

la libertà si può dimostrare come oggetto di un esperimento o di un calcolo aritmetico o di un teorema logico? 
È “vera”? È “scientifica”? E’ così lontana dall’evidenza dei sensi e dalla realtà oggettiva da essere solo un’opinione personale, un gusto soggettivo, una credenza più o meno vana, un desiderio più o meno utile?
E se uscissimo fuori da questo schema narcisistico, in cui ci siamo intrappolati culturalmente?
E se la libertà fosse indimostrabile non perché troppo soggettiva, ma perché troppo oggettiva, non perché troppo lontana, ma perché troppo vicina, non perché troppo oscura, ma perché troppo chiara? 
E se l’evidenza dei sensi e l’evidenza della logica su cui si fondano ogni possibile dimostrazione richiedessero esse stesse un presupposto che le preceda? 
Allora la libertà non verrebbe dopo, ma prima di ogni possibile dimostrazione.
Ma allora senza libertà non sarebbe possibile né la dimostrazione, né la scienza, né la ragione.
Libertà, così chiara da non poter essere vista, ma da permettere a noi di vedere.
Così reale da non poter essere immaginata, ma da permettere a noi di immaginare.
Così vera da non poter essere conosciuta con una dimostrazione, ma da permettere a noi di conoscere.
Così fuori da ogni schema, da non poterla "cum-prendere" dentro, ma da permettere a noi di comprendere, essendo da lei "cum-presi" fuori.

Libertà, ma non una libertà qualsiasi. 
Solo una libertà di cui si possa dire: "In principio era fuori dal quadrato"

“Get yourself out of whatever cage you find yourself in.”

John Cage